la malaria

di Martina Barsotti

Il termine deriva dalla parola medievale “mal-aria” per la convinzione che la malattia derivasse dalle cattive esalazioni provenienti dall’acqua stagnante di zone malsane, paludose (di qui anche il termine paludismo) che, una volta respirate, provocavano una febbre spesso letale.
La prima descrizione del quadro clinico risale a Ippocrate (Epidemie e Aforismi).   La malaria è provocata da un parassita (Plasmodium) inoculato nel sangue dell’Uomo attraverso la puntura di zanzare infette.
Queste zanzare sono presenti in Africa, Asia, America Centrale e Meridionale, e la loro attività varia a seconda del periodo dell’anno (maggiore durante la stagione umida) , del momento della giornata (sono più attive dal tramonto all’alba) e della zona visitata (più presenti nelle zone rurali rispetto alle città). 
Il periodo di incubazione (tempo intercorso tra la puntura e la comparsa dei sintomi) è di almeno una settimana ma può superare i 3 mesi: se dovesse comparire febbre, dolore addominale, diarrea o cefalea di ritorno da un viaggio in una zona dove la malattia è endemica, dovremo riferirlo al nostro medico di fiducia che prescriverà esami ematici per escludere la febbre malarica.
In Africa si verificano ogni anno circa 1 milione di decessi per malaria (la maggior parte sono bambini di età inferiore a 5 anni,) l’80 % di questi avviene nell’Africa Sub-Sahariana a causa della abbondante piovosità di certe zone in alcuni periodi, dell’umidità e della temperatura che difficilmente scende al di sotto dei 18°C.
Inoltre l’incontrollato progresso socio-economico ha condotto a trasformazioni ambientali (irrigazione di zone aride, costruzione di dighe…) che hanno portato un terreno fertile per la sopravvivenza e la riproduzione delle zanzare. 
Se si desidera pianificare un viaggio in una zona dove la malaria è endemica, è necessario consultare il proprio medico o il centro di medicina dei viaggiatori per effettuare la giusta profilassi farmacologica (clorochina, meflochina, atovaquone-proguanil, doxiciclina… a seconda della zona visitata, del periodo dell’anno e della durata del viaggio, nonché delle condizioni del viaggiatore).
Per donne in gravidanza e bambini è sconsigliato il viaggio in Paesi dove il rischio di contrarre la malattia è alto e dove esiste resistenza farmacologica.  Il viaggiatore non deve mai dimenticare di mettere in atto una giusta profilassi non farmacologica: vestirsi con abiti di colore chiaro che coprano la maggior parte della cute, utilizzare lozioni repellenti sulla pelle34, rimboccare le zanzariere al di sotto del materasso, assicurarsi che queste non presentino buchi e spruzzarle con pesticidi, usare l’aria condizionata, tenere porte e finestre chiuse o dotarle di zanzariere.

 


"Lo schiavo che non prende la decisione di lottare per liberarsi merita completamente le sue catene" T. Sankara

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