Il Consiglio Direttivo è composto dai seguenti membri effettivi

  • PRESIDENTE:  svolge temporaneanmente la funzione di Presidente Silvano Orlandi**
  • VICE PRESIDENTE: Silvano Orlandi - Responsabile Area Progetti in Burkina Faso
  • CONSIGLIERE: Marino Barsotti - Responsabile Area Progetti in Italia
  • CONSIGLIERE: Cesarina Giusti - Responsabile Area Soci e Sostenitori
  • CONSIGLIERI:  Arturo De Ambris, Claudio Santucci, Martina Barsotti, Monica Orlandi, Patrizia Arrighini, Sabrina Orlandi, Cinzia Cinquini, Giovanni Giusti, Mimma Bondiol
  • ** Il Presidente Gabriele Tomei, in seguito alla sua nomina ad Assessore Comunale, ha dovuto rinunciare all'incarico in CESVIUM, e, in base allo Statuto dell'Associazione, ne svolge temporaneamente la funzione  il Vice presidente Silvano Orlandi

Martina Barsotti

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Fin da ragazzina l’Africa mi attrae: “la mia Africa” di Karen Blixen, conosciuto ad appena 15 anni, è stato il biglietto da visita che l’Africa mi ha dato, seguito da un avventuroso viaggio in Etiopia.

L’interesse è aumentato quando, da studentessa di Medicina e Chirurgia, ho iniziato a seguire corsi sulle malattie che affliggono il Continente.

Terminata l’università ho seguito congressi e corsi sulla Salute e sulle Malattie endogene africane, ed in particolar modo un corso promosso dall’Università di Genova sulla cura e la prevenzione delle malattie dell’Africa Sub-Sahariana, fino ad arrivare fino qui: grazie ad amici che mi hanno fatto conoscere la realtà del  CESVIUM  adesso posso unire la passione per questo territorio, la voglia di conoscere posti nuovi e gente nuova e la possibilità di portare il mio contributo  non solo sanitario ma anche umano.

                                                                                                                          

 

Marino Barsotti

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La domenica è giorno di riposo,con tutti i crismi africani: sole, caldo, vento e polvere. Nella chiesa cattolica la Messa a ritmo dei tamburi e delle chitarre ricorda i riti pagani e il gospel visto a new York, in forma più naturale e trascendente, la lingua del prete e dei fedeli è il “Morè” per fortuna non il Francese, tenuto fuori dal tempio. Mi fa pensare ai danni del colonialismo e all’arroganza dei colonialisti, che hanno imposto oltre alle loro leggi anche la loro lingua che fa a cazzotti con la logica del loro bellissimo dialetto, però fin da bambini sono costretti a imparare il Francese, se vogliono coltivare la minima speranza di una vita un po’ migliore.. Mentre gli altri si intrattengono con i locali, vado dal sarto a ritirare la camicia in stile africano che gli avevo commissionato il giorno prima, coloratissima e piena di disegni, righe e quadri. Oggi, come ieri, non c’è acqua , da qualche parte si è rotta una pompa, e il tecnico deve arrivare dalla capitale, Ouagadougou, se troverà i pezzi di ricambio e i soldi per il biglietto del bus.      D’altra parte siamo in un villaggio nel mezzo della savana, tra alberi bruciati dal sole e animali alla vana ricerca di cibo, così come gli uomini vanno alla ricerca di un po’ d’acqua e di riparo dal caldo o dalla rossa  sabbia trasportata dall’harmattan, il vento del nord.

 

 
 
 

Monica Orlandi

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Perché sono qui

Com'è andata che dopo tanti anni che mio padre andava in Africa io e mia sorella ci siamo decise a fare questa esperienza con non poca titubanza... ancora oggi ci diciamo l'un l'altra “Sei stata tu a dire: Papà comincia ad essere anziano andiamo almeno una volta in Burkina a vedere cosa fa con l'associazione” e l'altra “No! Mi ricordo bene l'hai detto tu!”.

Fatto sta che a novembre 2012 ci siamo decise a prenotare il biglietto per gennaio 2013 e tempo neanche una settimana arriva la notizia che le truppe francesi invadono il Mali per sconfiggere la vecchia guardia di Gheddafi e il Burkina a sua volta ammassava soldati al confine...

ed il luogo dove ci accingevamo ad andare non era mica tanto lontano...

per non dire che quando siamo arrivate a Ouagadougou due signore di un'altra associazione ci hanno detto:

"Però avete del coraggio perché è sconsigliato andare a nord del paese!"

E noi del coraggio ne avevamo ben poco, il DNA ereditato dalla mamma si faceva sentire... e poi...

quanta serenità, quanti sorrisi, quanta gaiezza ci attendevano ed arricchiva l'enorme povertà di quei luoghi.

 

Essere guardati con aperta curiosità.

Far ridere gli adulti e piangere i piccoli scoprendo sulla propria pelle che il diverso fa paura: quanti bimbi piccoli piangevano quando vedevano la nostra pelle bianca...

Ritornare alle origini dell'uomo.

E poi sentirsi invadere da uno stato di incoscienza, serenità, la paura è svanita.

 

E certo fare anche i conti con i batteri che ti disturbano l'intestino.

In effetti soprattutto mia sorella (già delicata di suo) avrebbe avuto bisogno di fare una puntura in vena ma chi si azzarda a farsela fare lì?

Ora certo c'è il dispensario ed è un altro discorso, anche se noi siamo abituati a degli standard di igiene molto diversi... e così lei si è fermata per ora alla prima esperienza, io sono appena rientrata dalla mia terza volta in Africa.

E quando torno là, non ho più la paura di allontanarmi dalla civiltà, ma mi è ben chiaro che mi allontano dal consumismo.

Beh! non posso ancora dire di aver preso il mal d'Africa, ma qualche sintomo...

Sabrina Orlandi

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Perché sono qui

Solidarietà

Mi chiamo Sabrina Orlandi e ho conosciuto l’Africa con le sue bellezze e i suoi problemi attraverso l’attività che mio padre porta avanti da tanti anni. Due anni fa ho voluto anche io toccare con mano la realtà del Burkina Faso e quel viaggio mi ha spinto ad interessarmi più attivamente all’associazione CESVIUM.

Crescendo, (grazie ad una mamma meravigliosa e ad un grande papà) ho capito che non possiamo vivere egoisticamente solo per noi stessi perché la vita è uno stupendo dono di Dio e possiamo ringraziarlo non solo rispondendo al suo amore ma anche occupandoci dei bisogni degli altri.

Sono stata in Africa nel gennaio 2013 ed è stata per me un’esperienza indimenticabile che consiglierei a chiunque e che mi ha aperto gli occhi. Ho capito tuttavia che l’aiuto a queste persone e a queste realtà lo possiamo offrire anche dal nostro paese… qualche giorno fa, leggendo un libro mi sono imbattuta in queste parole: “Lo scopo della vita non è quello di arrivare in qualche luogo ma quello di arrivare vicino a qualcuno. Che senso può avere la vostra vita se non fa felice nessuno?... Che ve ne fate di tutto quello che possedete se non vi serve per allontanare lo sconforto, la tristezza, la solitudine, la povertà di qualcun altro?” (da Un viaggio nell’amore di Eraldo Tognocchi.


"Lo schiavo che non prende la decisione di lottare per liberarsi merita completamente le sue catene" T. Sankara

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