Tesi di laurea

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Alessandra Marsiglia, che è stata a Kouini nel mese di giugno per motivi di studio, ci ha mandato queste testimonianze, in forma di parole e immagini, della sua permanenza al villaggio. Le foto ci mostrano il paese flagellato da piogge particolarmente violente, ma affrontate con serenità dagli abitanti. E il sorriso di Maria Ida. Ecco le note di Alessandra.
" Nel mio percorso di studi, ma soprattutto personale, ho sempre tenuto sospesa dentro di me l’idea e la voglia di visitare l’Africa. Ho realizzato questa opportunità grazie al Cesvium ed al mio relatore Gabriele Tomei, con il quale abbiamo deciso di affrontare insieme uno studio di cooperazione e sviluppo sul territorio.
Ti accorgi di quanto sia speciale un viaggio del genere già dal preparare la valigia: non c’è spazio per i prodotti dei capelli, cosmetici o creme che usualmente porti con te in qualsiasi viaggio. Nulla di tutto ciò serve, ma riesci a trovare lo spazio per ogni cosa, perché sai che con te devi portare solo ‘l’indispensabile’. Sono proprio i concetti di ‘indispensabile, utile, necessario, essenziale’ che lì acquisiscono una valenza diversa. Attraverso i sorrisi, gli sguardi ed i gesti delle persone riesci a cogliere tutto ciò che non potrai mai apprendere dai libri e sfoltisci la vita del superfluo. 
Il ritorno ha avuto un sapore amaro, reso triste da un enorme senso di colpa che ti prende, al quale non sai dare un nome. La facilità con la quale ognuno di noi torna alla vita di sempre, mi ha fatta sentire un po’ colpevole, come se avessi abbandonato qualcosa. Ogni qual volta che penso ai luoghi dove sono stata e mi assale la nostalgia, mi viene a mente una frase di Hemingway, che scrisse durante i suoi viaggi Africa: “Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.”

Foto di Alessandra Marsiglia

  

 

 

Dove lavoriamo

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Dopo aver lavorato in diverse località del Burkina Faso,da un po' di tempo abbiamo scelto l'area di Nagbingou, comune situato nel nord povero del Paese, non lontano dal Mali, a circa 250 km dalla capitale Ouagadougou, e in particolare il villaggio di Kouini. Nella mappa rintracciabile in google map si evidenzia il villaggio con le varie strutture da noi costruite. Per farlo basta cliccare sulle varie iconette sulla mappa ingrandita! Qui sotto il link.

https://drive.google.com/open?id=1VV5ESKpu1FyhSXnnl4lNs_2Wjdg&usp=sharing

 

Left gennaio 2017

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Sul numero di Left di questa settimana c'è il bel reportage di Ilaria Lazzarini sulla tristemente nota Cava di sassi di Ouagadougou.

Ilaria ha messo la sua arte al servizio della denuncia sociale, scattando le foto in un contesto non proprio sicuro, soprattutto perchè a diverse persone che frequentano la cava non piace per niente che si sappia in giro che esiste un inferno del genere, con bambini e bambine sfruttati e costretti a vivere e lavorare in un ambiente avvelenato.

Complimenti Ilaria.

             

                

il primo anno delle secondarie

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Il primo anno della scuola secondaria è appena terminato, e si è pensato di dare dei piccoli premi agli studenti che si sono dimostrati più in forma degli altri..

Un diploma di merito ed un piccolo dono (orologi)  come piccoli incentivi per continuare bene negli studi e come esempio anche per tutti gli altri.
 
          
 
          
 
   
 

Maria Ida

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Maria Ida è una di noi, ha fatto una scelta di vita e noi siamo con lei. Una sera un ragazzo africano, nostro simpatizzante, le disse: Maria Ida, ma guarda che sarà dura vivere in una capanna! Lei rispose: una capanna? Per me allora sarà un salto di qualità, ora vivo in una baracca!

Intanto, all'inizio, passerà qualche tempo a Tougouri, a casa di amici versiliesi, poi si sposterà al "nostro" villaggio di Kouini, dove risiederà. Auguri Maria Ida!

Articolo su "Il Tirreno"

L'otto marzo in burkina

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Donne burkinabè sfilano in corteo, degne del nome che il Presidente Sankara assegnò al suo Paese, Burkina Faso, "Terra degli uomini ( e delle donne..) integri", al posto del coloniale "Alto Volta". In testa alla manifestazione le signore di Nagbingou, il "nostro" Comune

 

                          

             

 

 
 

La banca mondiale delle donne

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La "Women's world banking" è un'organizzazione globale senza scopo di lucro che ha l'obbiettivo di dare al maggior numero di donne a basso reddito l'accesso agli strumenti finanziari e le risorse di cui hanno bisogno per dare un minimo di sicurezza economica al loro futuro. Fin dal 1979 la Banca Mondiale delle donne ha lavorato con i maggiori istituti finanziari per dimostrare il vantaggio di investire nelle donne dei paesi più poveri. La banca è stata fondata da una Ghanese, Esther Ocloo, e da una donna indiana, Ela Bhatt, che iniziarono con la richiesta di piccole somme da distribuire ai propri clienti. Tuttavia, lo scopo principale era quello dell'indipendenza e dell'autosufficienza dei poveri, delle donne in particolare.
Negli anni decine di milioni di persone, per la maggior parte donne e classificati tra i "poveri più poveri" hanno ricevuto microcrediti in più di 40 paesi nel mondo.
Visita il sito http://www.womensworldbanking.org/

Nelle foto: Esther Afua Ocloo e Ela Bhatt

        

 

La Grameen Bank

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Muhammad Yunus nel 2006 riceve il premio Nobel per la Pace, come riconoscimento per la creazione, a partire dalla metà degli anni '70, della Grameen Bank, o Banca del Villaggio, che si proponeva di affrancare i contadini poveri dei villaggi dalla fame e di inserirli nel circuito finanziario. La dinamica del prestito solidale consisteva nel coinvolgere la piccola comunità del villaggio, dando piccoli prestiti a rotazione alle singole persone, per lo più donne, che si impegnavano a restituire la somma ricevuta nel giro di dodici mesi; se per qualche motivo qualcuno non lo faceva interveniva il gruppo, che si faceva carico della restituzione, così da rendere possibile il proseguimento dei prestiti. Negli anni la Grameen Bank è cresciuta in modo esponenziale, e lo ha fatto sempre contando sulla fiducia nelle piccole comunità dei villaggi, distribuendo prestiti senza garanzie, se non quella della solidarietà sociale! Cesvium ha sposato queste tesi, e da qualche anno elargisce piccoli prestiti, attorno ai 100/150 euro, alle persone che ne fanno richiesta, soprattutto donne del villaggio, che utilizzano queste somme per migliorare la qualità delle loro attività commerciali o artigianali.

                                                   

Muhammad Yunus, premio Nobel nel 2006                                              Consegna del piccolo prestito a Kouini

           

Breve storia del Burkina Faso

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Il Burkina Faso, già Repubblica dell'Alto Volta, è uno stato (274.200 km², abitanti 13.730.258 nel 2006) dell'Africa Occidentale privo di sbocchi sul mare e confinante con Mali a nord, Niger a est, Benin a sud-est, Togo e Ghana a sud e Costa d'Avorio a sud-ovest. È una repubblica semi-presidenziale. La lingua ufficiale è il francese.

   

Dapprima colonia, ottenne l'indipendenza dalla Francia nel 1960 e divenne Repubblica dell'Alto Volta. Il nome attuale, Burkina Faso, fu istituito il 4 agosto 1984 dal  presidente rivoluzionario Thomas Sankara, e significa "la terra degli uomini integri" nella lingua morè e nella lingua bamanankan, parlate rispettivamente dall'etnia mossi e dell'etnia dioula. Come tutta l'Africa occidentale, la regione del Burkina Faso fu abitata fin dall'antichità (dal 12.000 al 5.000 a.C.) da popolazioni di cacciatori-raccoglitori; strumenti di pietra di questo periodo sono stati ritrovati a partire dal 1973. I primi insediamenti agricoli apparvero fra il 3600 e il 2600 a.C. Fra il XV e il X secolo a.C. si sviluppò l'uso del ferro, della ceramica e della pietra levigata; a questo periodo risalgono anche i primi ritrovamenti che testimoniano riti funebri. Fra i popoli che abitarono il Burkina Faso ci furono sicuramente i DOGON ( vedi foto ), localizzati nella parte settentrionale della regione, in seguito migrati verso Bandiagara. Altre popolazioni non ancora identificate costruirono alte mura nel sudovest e in Costa d'Avorio. Fra il XV e il XVI secolo d.C. la regione del Burkina Faso fu uno dei centri economici più importanti dell'impero Songhai. I francesi iniziarono la colonizzazione della regione del Burkina Faso nel 1896, sottomettendo il regno Mossi di Ouagadougou. Il regno divenne un protettorato, e nel 1898 l'intera regione era sotto il controllo francese. Nel 1904, il protettorato fu annesso all'Africa Occidentale Francese, insieme agli odierni Senegal e Niger. I Burkinabè parteciparono alla Prima guerra mondiale all'interno della fanteria senegalese (tirailleurs sénégalais). Nel 1919, il Burkina Faso divenne una colonia separata (col nome di Alto Volta); il primo governatore fu François Charles Alexis Édouard Hesling. Il 5 settembre 1932, la colonia fu smembrata e suddivisa fra Costa d'Avorio, Mali e Niger. Fu ricostituita il 4 settembre 1947, con gli stessi confini che aveva in precedenza.  L’Alto Volta ottenne l'autogoverno l'11 dicembre 1958, diventando una repubblica membro della Comunità Franco-Africana (La Communauté Franco-Africaine). Due anni dopo la Francia concesse l'indipendenza. Come per molti altri stati africani, il periodo successivo all'indipendenza fu caratterizzato da una forte instabilità politica. Un primo colpo di stato, nel 1966, portò al potere i militari fino al 1978. Il secondo colpo di stato, nel 1980, fu messo in atto da Saye Zerbo, rovesciato due anni dopo. Nel 1983 venne arrestato Thomas Sankara, già primo ministro, ma a seguito di ciò si scatenarono numerose rivolte popolari che portarono al potere proprio quest'ultimo. Sankara cercò di cambiare radicalmente il paese, in primis dal nome cambiato da Alto Volta a Burkina Faso, ed attuò una serie di vaste riforme sociali. Sankara sarà ricordato anche per essere stato il primo presidente africano ad aver denunciato la piaga dell'AIDS oltre che per le sue numerose critiche ai paesi più sviluppati sul problema del debito estero degli stati africani. Sankara verrà tuttavia fatto uccidere nel 1987 dal suo vice Blaise Compaoré che rimarrà al potere fino al 2014.           

  Nella foto, abitazioni Dogon

 

Festa di compleanno

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Silvano Orlandi, fondatore del CESVIUM, e Sabrina Orlandi, figlia e dirigente dell'associazione, con sobrietà, nel mese di Maggio, hanno festeggiato assieme i loro compleanni con parenti ed amici. Nello spirito dell’associazione hanno rinunciato ai regali preferendo fare una raccolta di fondi da destinare all’illuminazione di Kouini  ( vedi progetto "illumina una capanna" )

In totale sono stati raccolti 1230,00 Euro.

Dr. Francesco Andres

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La “Maternità” , presidio ospedaliero costruito a Kuoini con il decisivo contributo della famiglia Andres, ha permesso l'inizio dello sviluppo del villaggio e la soluzione di atavici problemi delle donne del comprensorio durante le loro gravidanze e al momento del parto

L’Edificio è stato costruito in onore e memoria del Dottor Francesco Andres che ha accompagnato per tanti anni Silvano nei suoi viaggi in africa e in America latina, dando un enorme contributo sia materiale che umano. Francesco ha fatto tanto per il Cesvium e mai lo dimenticheremo.

Nella foto è insieme a Silvano Orlandi, vicepresidente e fondatore di CESVIUM, durante uno delle loro missioni in Africa.

    

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"Lo schiavo che non prende la decisione di lottare per liberarsi merita completamente le sue catene" T. Sankara

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