la bella africa VALENTE MALANGATANA

Scopri tutto!

di Silvestro Montanaro

L’ultima volta che l’ho incontrato, pochi anni fa, prima che se ne andasse a dipingere il cielo, Valente Malangatana, riconosciuto a livello mondiale come il piu’ grande pittore africano, mi sorprese ancora una volta. Un grande abbraccio all’arrivo, poi parmigiano reggiano, che gli portavo in dono visto che ne era ghiotto, e del buon vino. Come due buoni amici, lo eravamo da anni. E tante chiacchiere sull’arte, sul suo bel paese, il Mozambico, e sullo stato di salute del mondo. Mentre i miei collaboratori preparavano tutto per una intervista, feci il consueto, ogni volta sorprendente, giro della sua casa. Un autentico museo d’arte moderna africana in cui collezionava le sue opere piu’ care e quelle di tanti altri pittori e scultori africani. Un incanto di grande poesia e cultura. 
Stavo per porgli la prima domanda, quando mi sorrise e mi fermo’ con un gesto. “ Vorrei fare una dichiarazione prima che tu mi chieda qualsiasi cosa…”. Accettai di buon grado, sapendo che si trattava di un ennesimo regalo. Aveva una voce bellissima Malangatana, profonda come un respiro di foresta. Intono’ un tratto dell’Aida e ando’ avanti per un paio di minuti. Poi fisso’ con durezza la telecamera e quasi volesse parlare a chiunque avrebbe visto il filmato urlo’, con rabbia e con amore, il dolore di una vita. Il suo e della sua gente. “ Di che vi meravigliate? Uno dalla pelle nera, un africano, non puo’ cantare ed amare l’Aida? Ebbene, sappiatelo, la amo e la canto. Amo il bello ed il bello e’ seme che spunta ad ogni latitudine e sotto ogni colore di pelle. La mia gente ama il bello, come voi. Produce il bello, come voi. E purtroppo anche il brutto, come voi. Nelle mie e nelle vostre vene scorre lo stesso sangue. Siamo figli della donna e dell’uomo, di questa stessa terra,tutti”.
Malangatana era un uomo di grande cultura ed aveva in odio quella bestiale forma di arroganza che pretende di imporre supremazie in base al colore della pelle. Il razzismo lo aveva provato sulla sua pelle. Era stato in prigione durante la colonizzazione portoghese, esule in casa propria. Un intero popolo, un intero continente, esule a casa propria. Prima del colonialismo c’era stato lo schiavismo, secoli di furto di vita e di vite. Dopo il terribile e sanguinoso periodo delle indipendenze. Quanto sangue innocente sparso perche’ ci si potesse finalmente sentire a casa. I portoghesi avevano impedito sia a lui che ad altri persino l’arte. Non si potevano dipingere esseri umani. Era vietato. Considerato atto di sovversione. Ed era, e sempre e’ rimasta, un grido di liberta’ l’arte di Malangatana. I suoi quadri erano denuncia della follia coloniale. Raccontavano con orgoglio una cultura ancestrale. Urlavano voglia di vivere, ma liberi. I suoi corpi, le anime e gli spiriti rappresentati, erano una folla assetata di vita e liberta’. E continuavano ad esserlo, anche ora che i portoghesi erano andati via da tempo. 
“ Saremo liberi e felici solo quando finalmente potremo far da soli. Quando coltiveremo le nostre terre e pescheremo il nostro pesce e potremo venderlo liberamente. Saremo liberi quando ci libereremo delle guerre, che troppo spesso siete voi ad armare, e del vostro aiuto che continua a renderci schiavi, perche’ dipendenti da voi. Saremo liberi quando le nostre ragazze ed i nostri ragazzi potranno restare qui, a casa loro potendo sperare veramente nel futuro, costruire futuro. A casa loro, dove il bello sorride e illumina, nonostante tutto, come da voi, e canta la sua spensieratezza alla vita”.

    

  

Adja

Scopri tutto!

 Adjaratou Mariam Ouedraogo ( Adja ), artista burkinabè nata in Togo, si è fatta conoscere e apprezzare per indubbie capacità tecniche ( compreso il batik ) e per l'uso del colore.

Le sue opere sono in buona parte unite intimamente all'esaltazione e all'analisi della vita agricola del Burkina Faso, e generalmente a momenti aggregativi, come all'importanza della famiglia, vista come vero e proprio perno della vita collettiva.

C'è infatti una forte relazione tra le opere di Adja e l'esaltazione delle tematiche relative alle tradizioni locali. Tutte le forme selezionate, dalle figure femminili al lavoro, a quelle degli animali da cortile, asini, capre, pecore, ci parlano di una fantasia che non si perde nel vuoto ma affonda nelle proprie radici.

In particolare il suo occhio artistico si rivolge verso la condizione della donna, che appare in parecchie sue opere, la donna che lavora in casa e nei campi, che è la prima ad alzarsi e l'ultima ad andare a dormire...

           

 

Adjaratou Ouédraogo parle peu de sa personne encore moins de son travail. Une attitude antagoniste au physique et au charme de cette fille Burkinabè née au Togo. Elle incarne une personne à double face. Une fille ordinaire respectueuse, toujours en pantalon jeans d’une face et l’artiste talentueuse et active qui peint en solitude dans son atelier et qui refuse de parler de sa peinture de l’autre face. Pour savoir quelque chose d’elle, il faudra prendre rendez vous avec son œuvre. Prendre le temps qu’il faut pour admirer, regarder et observer ses toiles d’où sortent le plus souvent sa personnalité et ses pensées.

 

 

 

Vivien Tapsoba

Scopri tutto!

«D'un point à un autre, il y a des comportements qu'on ne voit pas». Cette remarque du peintre burkinabè, Vivien Tapsoba guide son quotidien. «Je fais beaucoup attention et j'observe beaucoup.Il y a des choses que je capte dans la rue», fait savoir le peintre qui, depuis le jeudi 20 mars 2014, expose à Houkami Guyzagn, situé à Cocody - Les Vallons. Résultat de cinq mois d'observation (et de production) dans les rues d'Abidjan, une quinzaine d'œuvres qui font l'objet d'exposition.

L'Africa su tela 2

Scopri tutto!

Ancora un'opera di Vivien Tapsoba
E' stato detto che è l'ambiente in cui vive a dargli libero corso per un'espressione dove la fede,la libertà e la speranza hanno uno spazio non indifferente. In certi tratti dove la solitudine del pensiero appare la logica articolazione di un suo proprio linguaggio,c'è sempre una figura sublimata a simboleggiare quasi dei fantasmi. La spinta del pensiero è autentica libertà di vivere.(Ludovico Gierut)

Vivien Tapsoba

Scopri tutto!

Marino Barsotti

L'arte in Burkina Faso


 Vivien Tapsoba Pittore autodidatta,nato a Ouaga nel 1984. Ha seguito corsi di disegno al Centro Nazionale Artigianato e Arte.

Vivien Tapsoba

Scopri tutto!

Ancora un'opera di Vivien Tapsoba , ancora un mondo diviso in due, in alto piccoli uomini cercano rifugio nel mondo emerso, forse nella speranza di avere ognuno la propria visibilità, nella fuga da quel mondo sommerso che rischia di inghiottire tutti noi. Dall' Africa una speranza o una visione pessimistica del futuro?


"Lo schiavo che non prende la decisione di lottare per liberarsi merita completamente le sue catene" T. Sankara

Dove trovarci

Via Fratti, N. 20 (Piazza Nieri e Paolini)
55049, Viareggio (LU)

Donazioni

Dona il 5x1000 o scegli un progetto da finanzire.

Contatti

Telefono/fax: 0584/32276
E-mail: cesvium@gmail.com