rassegna cinema: come sono buoni i bianchi

Mercoledì 3 febbraio ultimo film della rassegna, "Come sono buoni i bianchi" di Marco Ferreri, nello stile classico del suo autore. Non lascia molto spazio alla speranza della collaborazione fra gli uomini, però il pessimismo del film può essere uno stimolo a migliorarci, tutti insieme, per non rovinare il nostro futuro. Forse andava letto meglio quando è uscito, negli anni '80.

Film di Marco Ferreri del 1988, con Michel Piccoli, Michele Placido e Nicoletta Braschi. Una comitiva di volontari si reca in Africa per assistere le popolazioni del Sahel con generi alimentari. Il viaggio si scopre più complicato del previsto e apre a un insolito finale, surreale, grottesco e molto provocatorio.

Rispettando i temi centrali della sua cinematografia, Ferreri gioca con le debolezze e le contraddizioni dell’uomo moderno occidentale. Da una parte ci sono uomini borghesi che cercano una rinascita personale attraverso le spedizioni umanitarie, dall’altra c’è un continente segnato dalla corruzione e dalla violenza che i governi coloniali hanno creato nel corso degli anni.

Ferreri sottolinea proprio questo: l’uomo bianco ha portato in Africa solo menzogna, falsità e loschi affari, ostacolando la naturale crescita sociale e politica del continente.

 Regia: Marco Ferreri; sceneggiatura: Rafael Azcona e Marco Ferreri; interpreti: Michel Piccoli, Michele Placido, Nicoletta Braschi, Maruschka Detmers, Juan Diego, Evelyne Pieiller, Cheik Doukouré, Jean-François Stévenin, Pedro Reyes, Sotigui Kouyaté, Pascal N’Zonzi;


"Lo schiavo che non prende la decisione di lottare per liberarsi merita completamente le sue catene" T. Sankara

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